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Riqualificazione della biocenosi in Valvestino - Corno della Marogna 1

1998-2001

Nei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) Valvestino e Corno della Marogna all’interno del Parco Alto Garda Bresciano, era stato completato con successo nel 2001 un primo progetto Life. Le azioni erano rivolte alla conservazione e ricostituzione di alcuni importanti habitat caratterizzanti il peculiare macroecosistema di transizione tra ambiente alpino e ambiente submediterraneo, (elemento distintivo di quest’area naturale protetta), alla conservazione delle biocenosi presenti nei SIC, all’incremento della funzione dei SIC come corridoio ecologico tra habitat alpini e submediterranei, e quindi al miglioramento dell’idoneità degli ecosistemi per tutti i livelli di consumatori presenti attraverso appropriati interventi di miglioramento ambientale. Tali interventi tendevano nel complesso a favorire l’insediamento stabile e/o la frequentazione dei SIC da parte dei predatori di vertice: lince (Lynx lynx), aquila reale (Aquila chrysaetos), gipeto (Gypaetus barbatus), Gufo reale (Bubo bubo), falco pellegrino (Falco peregrinus), biancone (Circaetus gallicus).

 

Progetto LIFE - RiSMa

1999-2002

Il progetto LIFE  NATURA 98 “Ri.S.Ma. - Riqualificazione ambientale della Riserva Naturale Sasso Malascarpa” ha avuto inizio nel corso del 1999, con gli studi preparatori e le indagini preliminari, e si è concluso nel giugno del 2002. Ha interessato il territorio della Riserva Naturale “Sasso Malascarpa”, SIC IT2020002, nei comuni di Canzo (CO) e Valmadrera (LC), interessando sia proprietà pubbliche (Foresta Regionale Corni di Canzo) che private.
Si è svolto attraverso una serie di azioni preliminari ed interventi sul campo così riassumibili:

A. Redazione del Piano di Gestione della Riserva, preceduto da una serie di indagini territoriali, in particolare:
- analisi floristico-vegetazionale delle cenosi erbacee con particolare riferimento alle dinamiche vegetazionali in atto. L’indagine, svolta nel triennio 2000-2002, ha rappresentato l’inizio di un monitoraggio vegetazionale proseguito oltre il progetto LIFE, a costituire una banca-dati fondamentale per seguire l’evoluzione delle comunità vegetali nella Riserva.
- censimento delle cavità naturali frequentate dai chirotteri ed identificazione dei siti idonei alla nidificazione degli uccelli di importanza comunitaria. E’ stata un’indagine molto importante per conoscere consistenza, distribuzione e dinamiche dell’avifauna e soprattutto dei pipistrelli che popolano la Riserva, ed ha anche consentito di segnalare l’esistenza di habitat prioritari quali le “sorgenti petrificanti”.
Al termine delle indagini è stato redatto il nuovo Piano di Gestione della Riserva, approvato da Regione Lombardia con DGR n° 7/19609 del 26 novembre 2004.

B. Interventi sul territorio.
Sono state svolte una serie di azioni di gestione saltuaria e periodica:
- decespugliamenti delle praterie, per conservare in particolare i festuceto-brometalia, habitat prioritario;
- migliorie forestali, per dare stabilità ecologica ai boschi, e ottenere la sostituzione graduale dei rimboschimenti artificiali di conifere con la componente naturale di latifoglie; inoltre sono stati effeetuati recuperi di biomassa morta a scopo di prevenzione incendi
- interventi di stabilizzazione dei versanti, con opere di ingegneria naturalistica che hanno consolidato situazioni franose in atto.

C. sensibilizzazione e divulgazione.
- Pubblicazioni: è stato prodotto materiale didattico sulla Riserva, quali libretto, cartine, depliant, un cd illustrativo, e sono stati collocati pannelli didattici e informativi.
- per sensibilizzare il pubblico, ma anche come reale aiuto alle popolazioni di chirotteri, sono state collocate numerose cassette-nido per i pipistrelli;
- state svolte numerose visite guidate alla riserva, in collaborazione con la cooperativa che gestisce il Centro Visitatori di Prim’Alpe;
- è stato organizzato un Convegno sulla gestione delle praterie insubriche, in collaborazione con il Parco Regionale Monte Barro.

 

Riqualificazione della biocenosi in Valvestino - Corno della Marogna 2 - LIFE 03 NAT /IT 000147

2004-2007
L’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste ERSAF, ha proseguito e sviluppato le azioni intraprese nel primo progetto a partire dall’anno 2004:

con lo scopo di mantenere e recuperare gli habitat a fisionomia erbacea è stato avviato il pascolo controllato con pecore e asini, in collaborazione con imprenditori agricoli locali ed il Consorzio Forestale della Valvestino, e sono stati realizzati interventi selvicolturali di miglioramento strutturale di habitat forestali. Per incrementare la presenza di cervi , anfibi ed altra fauna invertebrata sono state recuperate 10 nuove pozze e 35 sono state oggetto di manutenzione. Sulla scia del primo progetto sono state realizzate azioni mirate alla conservazione della specie prioritaria Saxifraga tombeanensis, rimuovendo in alcune aree, a titolo sperimentale, la copertura forestale sovrastante ed eliminando la concorrenza con altre specie rupicole erbacee.
 
Al fine di contenere il declino del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes) è stata effettuato uno studio sulle popolazioni esistenti e si è intrapresa un’attività di riproduzione in incubatoio ed in natura per il successivo ripopolamento nel SIC Corno della Marogna. Si è proseguito inoltre il monitoraggio estensivo della fauna e della flora così da implementare il geodatabase.

Anche in questa fase il contatto con il territorio e la finalità didattica e di comunicazione hanno avuto un considerevole peso: sono state infatti organizzate giornate e serate informative e formative con cacciatori, pescatori e agricoltori. Il Parco Alto Garda Bresciano, partner di progetto, ha coordinato e organizzato un progetto di educazione ambientale che ha visto il coinvolgimento degli alunni delle scuole del Parco.

Con lo scopo di trasferire conoscenze e condividere esperienze di gestione e conservazione della natura, secondo i principi fondanti di rete Natura 2000, nel corso delle diverse annualità si sono avuti momenti di scambio tecnico con altri progetti Life.

 

Progetto Life Nautra - RETICNET - LIFE 03 NAT/IT000139

5 SIC per la conservazione di zone umide e habitat prioritari - 2003-2006

Il progetto si è occupato della gestione e conservazione di una serie di habitat e specie, alcuni dei quali considerati prioritari dalla Commissione Europea, posti in corrispondenza dell’estremità occidentale delle Alpi Retiche, nel territorio della provincia di Sondrio, in Lombardia. In tale area, a breve distanza tra loro, si concentrano zone umide di pianura, foreste di versante, praterie alpine, cime rocciose e ghiacciai. Questa peculiare situazione si esprime in una elevata biodiversità, considerato il fatto che in pochi chilometri si passa dai 200 m slm del Pian di Spagna agli oltre 3600 m slm del Monte Disgrazia. Grazie a ciò sono stati progressivamente individuati dalla Regione Lombardia ben 5 Siti di Interesse Comunitario e 4 Zone di Protezione Speciale (SIC/ZPS Lago di Mezzola e Pian di Spagna IT 2040022, SIC Val Codera IT2040018, SIC Valle dei Ratti IT 2040023, SIC Bagni di Masino-Pizzo Badile-Pizzo del Ferro IT 2040019, SIC Val di Mello –Piano di Predarossa IT 2040020, ZPS Bagni di Masino IT2040304, ZPS Val di Mello IT 2040304, ZPS Val di Mello-Val Torrone IT 2040501). Ogni sito Natura 2000 ha un grandissimo valore in sé, considerevolmente incrementato se associato ai siti limitrofi, anche in considerazione dell’estensione complessiva, che raggiunge oltre 12.000 ha.
Il Progetto Life Reticnet ha avuto l’intuizione di mettere in rete le valenze ambientali di questi siti Natura 2000. Nel periodo precedente al progetto infatti la zona era conosciuta solo per la presenza di una Riserva Naturale (Consorzio Riserva Naturale Pian di Spagna-Lago di Mezzola) nella quale sono presenti complessi problemi urbanistici ed ambientali la cui soluzione richiedeva una forte azione politico/gestionale da parte dell’ente gestore e come area di riferimento di un esteso Parco Naturale la cui pianificazione non è mai stata avviata (Val Codera-Disgrazia-Bernina). Il Progetto Life Reticnet, pur se con azioni tutto sommato modeste, in rapporto all’estensione territoriale e alle problematiche socio-economiche locali, ha cercato di innescare un circuito virtuoso per avviare una valorizzazione consapevole dei territori interessati, che non andasse a discapito della conservazione soddisfacente delle specie ed habitat presenti, cercando di cogliere nelle proposte individuate il messaggio fondante della Direttiva 92/43/CE “Habitat”.

 

Progetto Life Natura - COBICE - 04NAT/IT/000126  
 

Conservation and Breeding of Italian Cobice Endemic Sturgeon

Il progetto ha voluto conservare lo storione Cobice autoctono (Acipenser naccarii) endemico dell'Adriatico, protetto dalla Direttiva Habitat e aumentare la popolazione presente in natura.

Tale aumento è stato realizzato con semine di circa 30.000 esemplari di A. naccarii di 0,5 – 1 kg, in vari punti dei dieci fiumi che confluiscono nel Nord Adriatico. Una volta che gli esemplari liberati avranno raggiunto l'età riproduttiva, l'aumento valutato dovrebbe essere pari a più di 2.000 esemplari.
 

Gli esemplari usati per il ripopolamento sono riprodotti presso l’Azienda V.I.P. di Orzinuovi (BS) in Lombardia (autorizzata CITES): un serbatoio di importanza fondamentale per il recupero dello storione cobice.

Prima di essere liberati, gli esemplari di taglia maggiore (c.a. 50 cm; oltre 800 g) saranno marcati con un microchip in modo da monitorare il risultato dei ripopolamenti.

Tutti gli esemplari presenti negli stock di partenza, sono stati  caratterizzati geneticamente. Questo permette, nelle ricatture, il  riconoscimento di quegli individui che non hanno un microchip.

Alla conclusione del progetto, è stato preparato un piano d'azione in grado di garantire la sopravvivenza nel tempo della specie, da applicare sul territorio in tutte le regioni e province partner del progetto (beneficiario: Parco Regionale Veneto del Delta del Po; partner: ERSAF, Istituto Sperimentale Italiano "Lazzaro Spallanzani", Province di Cremona, Piacenza, Ferrara, Padova, Rovigo, Venezia, Verona, Treviso; cofinanziatori: Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna).

Per valutare il risultato delle reimmissioni, si costituirà una rete di rilevamento provinciale formata da guardie volontarie, pescatori sportivi e professionisti.

Inoltre si è voluto informare l’intera popolazione (pescatori sportivi, professionisti e scolaresche) dell'unicità di questa specie simbolo, grazie ad un programma ambientale specifico di formazione.

Infine sono state preparate due banche dati che contengono rispettivamente, i dati di caratterizzazione genetica ed i risultati dei ripopolamenti di A. naccarii.

 

 


 
Data ultima modifica 04/08/2014
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